MotoGP: Stoner dominatore ad Indy
Casey Stoner (Honda) è superiore alla crisi di aderenza che ha condizionato tutti i piloti della MotoGP, e va a vincere il GP di Indianapolis. Sul podio salgono Pedrosa (2°, Honda) e Spies (3°, Yamaha), davanti a Lorenzo (Yamaha) e Doviziso (Honda). Bautista (Suzuki) chiude 6° precedendo Edwards (Yamaha). Crisi per le Ducati ufficiali, con Rossi 10° e Hayden 14°. Simoncelli (Honda) chiude 12°. Nel mondiale Stoner è a +44 su Lorenzo.
Pedrosa si conferma leader mondiale delle partenze a cannone,
andando a prendersi subito la testa del GP di Indianapolis. Lo spagnolo
scattato dalla quarta piazza, beffa subito tutti e si mette dietro Lorenzo e Stoner. Mentre l'orgoglio americano porta Hayden fino in quarta posizione, davanti a Simoncelli. Segue Dovizioso che in avvio si tocca con Spies, finendo al nono posto, appena davanti ad Rossi partito bene.
Due giri cauti per Stoner, attendista dietro a Lorenzo prima di sverniciarlo sul rettilineo, per andare diretto alla caccia di Pedrosa. Mentre Simoncelli inizia la sua scalata, passando prima Hayden (e tirandosi dietro Dovizioso) e poi prendendosi la terza piazza ai danni di Lorenzo. Marco però esagera sul cordolo in acciaio, con la Honda che imbarca un attimo, consentendo a Jorge di riprendersi la posizione. Intanto Stoner rompe gli indugi e, sempre in velocità e con una gran staccata, passa Pedrosa prendendo il comando del GP.
Rossi intanto è 11°, ma va lungo, perdendosi nelle vie di fuga dell'asfalto di Indy e rientrando in pista mestamente 17°. Il tutto mentre l'altra Ducati di Hayden, quinto, deve vedersela con Dovizioso e Spies. Nicky guida impiccato e i due s'infilano in stereo dopo poche curve. Ma poi tocca al Dovi pescare il jolly, perdendo il posteriore in uscita di curva e vedendosi sfilare la quinta piazza da Spies. L'americano è davvero scatenato e un giro dopo si beve anche Simoncelli, sfilandogli il quarto posto. Proprio Marco deve vedersela quindi con Dovizioso che gli mette pressione e riesce a sorpassarlo. La giornata "no" di Hayden si completa quando anche Bautista ed Edwrds lo relegano in nona piazza, proprio davanti alla Ducati di Barbera.
Stoner guida come un mastino e allunga su Pedrosa, mentre Lorenzo deve difendere la terza piazza dagli attacchi del compagno di box, Spies. Con il numero 11 che passa deciso, mentre il Campione del mondo deve controllare una staccata ben oltre misura. Si ritira Capirossi e Valentino è 15°, penultimo davanti ad Abraham, e guida sulle uova. Perde terreno anche Simoncelli che si vede passare da Bautista ed Edwards, dimostrando l'anomalia di condizioni dell'asfalto americano. Un problema di aderenza delle Bridgestone che, in particolare sulle Ducati, si disfano al punto che anche Abraham si ritira scuotendo la testa. Mentre Hayden naviga mesto all'undicesimo posto, prima di rientrare per un triste cambio gomme obbligato. Stoico, Rossi resta in pista, ma in bagarre con Elias e Crutchlow; agguantando un decimo posto "regalato" dall'errore di Barberà all'ultima curva. Lo spagnolo che era settimo, nonché la miglior Ducati in pista (ma lascia il primato odierno a De Puniet 8°), butta via la gara per tentare un sorpasso impossibile su Aoyama, 9°
La bandiera a scacchi celabra uno Stoner "anti-gravitazionale" che guida senza preoccuparsi dell'usura delle gomme, strapazzando Pedrosa e Spies che lo seguono sul podio. L'australiano straccia così i record di Indy e firma una seria ipoteca sul mondiale, con 243 punti in classifica, a +44 su Lorenzo. Con Dovizioso che resta terzo, mantre Pedrosa e Spies scavalcano Rossi.






